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SE UNA MACCHINETTA DÀ PROBLEMI PER MESI, IL CONTRATTO PROTEGGE IL CLIENTE O IL FORNITORE?

Nel vending i problemi esistono.

Non perché qualcuno lavori male, ma perché parliamo di servizi continui, macchine utilizzate ogni giorno, centinaia di erogazioni, persone diverse, contesti diversi.


Chi lavora davvero in questo settore lo sa: prima o poi una macchina può iniziare a dare problemi ripetuti.


La domanda vera, allora, non è se succederà.

La domanda è: COSA SUCCEDE QUANDO SUCCEDE.


La domanda scomoda che nessuno fa

Quando una macchina dà problemi per mesi, IL CONTRATTO PROTEGGE DAVVERO IL CLIENTE?

O protegge qualcun altro?


È una domanda scomoda, perché il contratto è spesso vissuto come una garanzia assoluta.


Ma vale la pena fermarsi un attimo e guardare cosa accade nella pratica.


Il primo modello: il contratto come scudo

Nel vending esiste un modello molto diffuso, basato su:

  • contratti pluriennali

  • vincoli di durata

  • penali di recesso

  • clausole su tempi e modalità di intervento

  • sostituzioni “previste” solo in certi casi


Questo modello ha una funzione chiara: definire cosa è dovuto e cosa no.


Il contratto, però, ha un limite strutturale: NON risolve il problema. Stabilisce solo chi è coperto quando il problema esiste.


Se una macchinetta continua a dare disservizi, il contratto può:

  • impedire al cliente di cambiare fornitore

  • rimandare la soluzione

  • trasformare il problema operativo in una disputa contrattuale


Il disagio resta. Semplicemente, è “regolamentato”.


Il secondo modello: la responsabilità come scelta

Esiste poi un altro modello, meno diffuso e più rischioso per chi lo adotta.

È il modello in cui:

  • il contratto non è usato come difesa

  • il problema non viene minimizzato

  • la responsabilità resta in capo al fornitore

  • l’obiettivo non è “avere ragione”, ma far funzionare il servizio


In questo modello, se una macchinetta dà problemi per mesi:

  • si interviene

  • si valuta una sostituzione

  • si rimborsano le erogazioni perse

  • si cambia soluzione, anche a costo di rimetterci


Qui il rischio non è del cliente. È del fornitore.


Il punto centrale (da fermarsi a leggere con attenzione)

Le lamentele NON spariscono con un contratto. Spariscono solo se qualcuno se ne fa carico.

Questa è la distinzione che fa la differenza. Non tra aziende “buone” e “cattive”,ma tra modelli diversi.


Due strade, entrambe legittime

È importante dirlo chiaramente: entrambi i modelli esistono per un motivo.

  • Il modello contrattuale protegge il fornitore da un rischio elevato.

  • Il modello basato sulla responsabilità espone il fornitore, ma tutela il cliente.


Non è una questione morale. È una scelta imprenditoriale!


Ma le due strade non sono compatibili tra loro.


Noi abbiamo scelto di lavorare senza vincoli contrattuali.


Non perché i problemi non esistano. Ma proprio perché esistono.

Abbiamo scelto di restare ogni giorno per merito del servizio, non per obbligo contrattuale.


È una strada più difficile. Più costosa. Più esposta.


Ma è l’unica che, secondo noi, mette davvero il cliente al centro quando il servizio non funziona come dovrebbe.


Se per restare insieme serve un contratto che impedisce di andarsene, forse il problema non è la durata dell’accordo.


Nel vending non conta quanto dura un contratto. Conta chi resta quando arrivano i problemi.


Questo articolo non serve a convincere tutti. Serve a chiarire come lavoriamo.

Chi cerca clausole, penali e garanzie formali, probabilmente troverà altrove ciò che cerca.


Chi cerca qualcuno che si assuma la responsabilità quando le cose non vanno, sa da che parte stiamo.



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