Perché il caffè del distributore non dipende solo dal caffè
- Gianpietro Vallorani
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
“Sì, ma non è come il caffè del bar.”
È probabilmente una delle frasi che chi lavora nel vending sente più spesso.
E, in fondo, parte da un’osservazione corretta.

Al bar c’è un barista. Controlla l’erogazione, interviene sulla macchina, regola il macinato quando serve e pulisce il gruppo più volte durante la giornata. Se qualcosa non va nella tazzina, può accorgersene immediatamente e intervenire.
Dietro ogni espresso, quindi, non ci sono soltanto una macchina e una miscela. C’è anche qualcuno che controlla costantemente il risultato.
Un distributore automatico deve lavorare in condizioni completamente diverse.
Prepara decine o centinaia di caffè ogni giorno, spesso per molte persone diverse, senza avere qualcuno davanti alla macchina che controlli ogni singola erogazione.
Premi un pulsante e, pochi secondi dopo, il caffè deve essere pronto.
Sembra un gesto semplicissimo.
Ma perché quel gesto così semplice produca ogni volta un buon risultato, dietro deve funzionare un sistema molto meno semplice.
Ed è proprio per questo che la qualità non può dipendere soltanto dal caffè utilizzato.
La miscela conta, naturalmente. È il punto di partenza.
Ma conta anche la macchina sulla quale viene utilizzata. Conta come viene regolata, la quantità di prodotto impiegata per ogni erogazione, la temperatura, la pulizia e lo stato dei componenti. E conta la manutenzione effettuata nel tempo.
Perché si può partire anche da un’ottima miscela, ma se
tutto quello che viene dopo non funziona correttamente, difficilmente quella qualità arriverà intatta nella tazzina.
Ed è anche per questo che due distributori che utilizzano lo stesso caffè possono offrire esperienze molto diverse.
La qualità che percepiamo quando beviamo un espresso è il risultato finale di tutto ciò che è successo prima di premere quel pulsante.
Una parte di questo lavoro è visibile. Gran parte, invece, avviene dietro le quinte.
In occasione della Giornata Internazionale del Caffè vogliamo parlare proprio di questo: di cosa deve succedere prima dell’erogazione perché quel gesto semplicissimo — scegliere il caffè e premere un pulsante — si concluda con una tazzina bevuta volentieri.
Dalla scelta della miscela alla regolazione della macchina, dalla pulizia alla manutenzione: sono tanti piccoli elementi che, messi insieme, determinano il risultato.
Perché il distributore non avrà mai un barista davanti.
Ma questo non significa che il caffè debba essere lasciato al caso.



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