DAL PRIMO ESPRESSO A ÉLITE 11: L’EVOLUZIONE DEL CAFFÈ FIRMATA EUROCEDIBE
- Gianpietro Vallorani
- 23 apr
- Tempo di lettura: 1 min
Ti sei mai chiesto perché il caffè espresso si chiama così?
La risposta affonda le sue radici alla fine dell’Ottocento, quando nel 1884 l’imprenditore torinese Angelo Moriondo inventò una macchina innovativa per la preparazione del caffè. Per la prima volta era possibile ottenere una bevanda preparata al momento, in modo rapido, senza comprometterne la qualità.
Il termine espresso deriva proprio da questa innovazione. Da un lato indica qualcosa di preparato espressamente per il cliente, dall’altro richiama la velocità del processo. Un caffè fatto su richiesta e servito in pochi istanti, mantenendo intatte tutte le sue caratteristiche.
Nel tempo il concetto di espresso si è, però, evoluto. Non basta più essere veloci, è necessario garantire precisione, costanza e un risultato sempre all’altezza delle aspettative.
È proprio in questa direzione che nasce la nuova miscela Eurocedibe, Élite 11, sviluppata per offrire un espresso capace di coniugare prestazioni elevate e qualità costante. La sua composizione, bilanciata tra 70% Robusta e 30% Arabica, è studiata per assicurare corpo, intensità e una crema strutturata, mantenendo al tempo stesso un profilo aromatico armonioso.

Ispirata a uno standard preciso di estrazione, la cosiddetta Figura 11, Élite 11 è progettata per garantire un risultato ottimale, sia in termini di resa sia di uniformità. L’obiettivo è offrire un caffè riconoscibile, affidabile e sempre all’altezza delle aspettative, anche nei contesti di erogazione automatica.
Dalle prime macchine di fine Ottocento fino alle miscele più evolute di oggi, l’espresso continua a rappresentare un equilibrio tra velocità e qualità.
Un equilibrio che oggi trova una nuova espressione con Élite 11.



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